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A buon intenditor…

settembre 8, 2014 @

Una “Polisportiva della Mente” ?

Premessa

La condivisione di strutture, strumenti, servizi da parte di più soggetti fa parte dell’esperienza comune, e parlare di un condominio sembra scoprire l’acqua calda (o semplicemente la storia, basti pensare all’etimo di Repubblica o Comune)

Tuttavia, mentre siamo abituati al condominio nel nostro quotidiano familiare, non si riflette in modo sistematico sulle opportunità e sui diversi modi con cui la condivisione di strutture concorre a promuovere e sviluppare attività sociali, culturali e sportive nell’ambito di un territorio.

Ad esempio , le attività sportive di squadra hanno di norma una sede, che offre un punto di riferimento societario e un deposito del materiale, mentre utilizzano quanto occorre per l’allenamento e l’agonismo attraverso l’affitto di impianti (piscine, campi da calcio, palestre) da soggetti proprietari oppure gestori incaricati.

La condivisione di strutture (la cui proprietà o affitto dedicato non è ipotizzabile, per le dimensioni dell’impegno), avviene ricorrendo al rapporto cliente fornitore, di fatto secondo regole di mercato, sia pure all’interno di possibili regimi agevolati o a sostegni pubblici.

Le riflessioni che seguono hanno per scopo la messa a fuoco di opportunità, modalità e ricadute delle possibili forme di condivisione finalizzate allo sviluppo di attività culturali e ludiche di minor dimensione e impatto di immagine, nell’ambito di una proposta di sviluppo culturale del territorio che valorizzi le componenti più significative di questi “mondi minori”.

Potenziale bacino di utenza

Dal punto di vista funzionale e operativo, all’interno di questa ricognizione andrebbero compresi i soggetti dedicati anche ad attività esclusivamente culturali, quali l’ascolto della musica, la frequentazione di teatri, spettacoli e rappresentazioni, la lettura e le conferenze tematiche, l’approfondimento di filoni specifici (turismo, storia locale), lo studio e conversazione lingue. Nulla vieta di inserirli nelle possibili sinergia con altre associazioni, verificandone i margini di contatto (o interferenza) e le reciproche intersezioni logistiche.

Proseguendo il percorso logico dall’esempio iniziale (le società sportive per le principali attività atletiche), decidiamo di rivolgere l’attenzione a quei soggetti (Associazioni , Gruppi, Circoli -normalmente formalizzati, talvolta tali solo di fatto) che, nell’ambito del Territorio, hanno queste caratteristiche:

  • finalità di sviluppo tra i soci e la divulgazione all’esterno, di attività a carattere ricreativo basate sull’esercizio di attività intellettuali

  • dimensioni anche limitate ma persistenti nel tempo, che costituiscano un elemento non effimero della storia associativa del Territorio

  • necessità di spazi operativi contenuti ma stabili, con la possibilità di individuare punti di conservazione esclusiva

  • dimensioni economiche non adeguate a sostenere costi di struttura permanenti

  • disponibilità a porre al servizio del Territorio, secondo possibilità, le competenze specifiche di cui sono detentori

  • hanno possibilità di riferimento affiliativo a Federazioni Nazionali specifiche

Mentre una valutazione definitiva potrebbe essere frutto di un censimento ad hoc, facilmente può essere redatto un primo elenco tipologico, con riserva di verifica a seconda del Territorio considerato.

Come elenco esemplificativo delle tipologie, nel settore delle attività ludiche a valenza competitiva , in prima battuta troviamo

  • Giochi con le carte (Bridge, Canasta, Burraco, …)

  • Giochi di ruolo (Monopoli, Risiko, Agricola, Carcassonne, Dungeons & Dragons, War Games e ricostruzioni storico militari ..)

  • Giochi su scacchiera (Dama, Scacchi, Back Gammon, Othello, Go ..)

  • Giochi logico matematici (Sudoku) e di conoscenza linguistica (Scarabeo, Cruciverba, Parole Crociate..)

  • Altri Giochi Classici (Domino, Cubo di Rubik …)

… una interessante rassegna delle attività possibili si trova consultando il sito del Festival International des Jeux, http://www.festivaldesjeux-cannes.com/2.aspx che si svolge annualmente a Cannes, con un successo di pubblico di inattese dimensioni .

Lo standard delle esigenze di queste attività

Qualunque soggetto associativo che intenda svolgere una propria attività specifica, fra quelle sopra esemplificate, deve poter

  • custodire dei materiali / documenti / attrezzature (normalmente di dimensioni medio piccole)

  • effettuare attività sociali saltuarie (riunioni organismi collettivi)

  • svolgere frequenti attività con accesso libero a tutti i soci (attività di gioco e di normale allenamento)

  • svolgere saltuarie attività (di informazione, contatto, proselitismo) con accesso esteso a partecipanti esterni (incontri, conferenze, didattica)

  • organizzare momenti di competizione agonistica sia riservati ai soci (di norma con un calendario definito e frequente) sia aperti a partecipanti esterni, anche di rilievo nazionale, con frequenze al più stagionali

Tali obiettivi si concretizzano disponendo di una sede le cui funzioni possono per alcuni aspetti essere condivise con altri soggetti, mentre l’analisi delle funzioni esclusive consente di circoscrivere le necessità dedicate.

1) Funzioni di tipo generale, non esclusive dell’attività

1.1 ) Continuative

  • Garantire modalità di accesso, controllo e verifica dell’uscita (chi apre la sede? chi e quanti ne hanno le chiavi? dove le mette l’ultimo che esce ? avrà spento la luce?)

  • Garantire riscaldamento invernale e ventilazione estiva(usiamo una stufa? c’è un calorifero? un erogatore di aria calda? come misurarne l’uso?)

  • Rispettare le prescrizioni igieniche (posso lavarmi la mani? in fondo a sinistra, dove? chi pulisce gli ambienti?)

  • Utilizzare strumenti di collegamento (un telefono fisso, anche solo in ricezione, un fax, una linea dati) o attrezzature di normale sopravvivenza contemporanea (un PC e un modem)

  • Disporre di luoghi di conservazione tutelata di oggetti commemorativi esponibili a terzi (Targhe, Coppe, Fotografie, Diplomi, onorificenze e cimeli)

1.2 ) Saltuarie

  • Utilizzare strumenti di comunicazione top down (proiettori, schermi, impianti di amplificazione, microfoni)

  • Disporre di mobilio per attività a tavolino (sedie, tavoli) e attività seminariali (zona relatori, zona pubblico)

  • Disporre di spazi per attività collettive saltuarie (seminariali, associative, agonistiche) e per attività specifiche a cadenza settimanale (corsi, scuole interne o aperte a terzi,

2) Funzioni esclusive del singolo soggetto associativo

  • Conservare

  • gli atti e i libri sociali, i documenti amministrativi, la corrispondenza;

  • (con facile accesso seppur controllato) il materiale per l’attività sociale (mazzi di carte, materiale per la trascrizione di punteggi e/o partite, scacchiere e analoghi strumenti, set di gioco e analoghi strumenti);

  • il materiale bibliografico in uso o prestito ai soci (valutare ipotesi di condivisione di strutture bibliotecarie);

  • Esercitare l’attività specifica scelta per fine sociale (dare ai soci che fanno parte della comunità, l’opportunità di giocare / studiare / apprendere)

Prime conclusioni di massima

Da questa analisi, si rileva che gli spazi e la strutture richieste dalla funzioni esclusive risultano di impatto logistico (spazi ed accessori) contenuto, rispetto all’insieme delle esigenze funzionali complessive, da cui sorge immediata la scelta di porre a fattor comune, nel modo più economico e rispettoso, le soluzioni fisiche (integrazione di spazi) e organizzative (ripartizione di tempi, assegnazione di responsabilità) che consentono l’uso condiviso di tali risorse ad una pluralità di soggetti.

Sotto il profilo organizzativo, condizione essenziale per essere coinvolti in (e beneficiare di) progetti di condivisione è l’esistenza sia di regole interne definite da uno Statuto sia di una chiara capacità di esercizio delle responsabilità (rappresentanza legale, capacità di rendicontazione) e di rispetto dei valori della democrazia associativa ( controllo delle decisioni e della loro trasparenza accessibile a tutti i soci )

Sotto il profilo giuridico, si può pensare ad un soggetto consortile, (ecco la famosa Polisportiva della mente!) in cui abbiano pari rappresentanza le associazioni coinvolte, con la determinante presenza del soggetto pubblico (il Comune? una sua emanazione come la Pro Loco? una associazione costituita ad hoc per consentire la gestione del tutto, senza coinvolgimenti diretti della Pubblica Amministrazione (e conseguenti obblighi formali, dalle procedure di acquisto ai processi di delibera).

Per un dimensionamento di massima, in prima battuta, per lavorare su ipotesi concrete, si dovrà procedere ad un censimento approssimato e rapido delle possibili utenze del sistema (quante sono nel territorio? di cosa si occupano ?) successivamente contatti diretti mirati all’esame delle esigenze delle loro funzioni esclusive e alla valutazione di impatto sulle disponibilità fisiche (quanto spazio necessario, con quale frequenza d’uso).

Solo a scopo esemplificativo, considerando una realtà nota a chi scrive, l’AD Scacchi Ruta utilizza presso la sede sociale armadi, mobiletti e librerie per circa dieci metri cubi di volume, più tre tavoli da sei metri quadrati circa complessivi, oltre a una ventina di seggiole. In tale mobilio viene anche custodito il materiale, che supera il centinaio di set da gioco, oltre ad orologi da gara, e una dotazione bibliotecaria di ampie dimensioni. Si configura quindi una ripartizione fra spazi condivisibili (con tavoli e sedie ) e volumi non condivisibili, facilmente misurabile con maggior precisione. La frequenza d’uso deriverà dalle necessità di maggior o minore possibilità di ripartizione temporale degli spazi condivisibili. Con periodicità mensile, si svolgono incontri e seminari di maggior partecipazione, il cui spazio va previsto nel progetto di condivisione

Ipotizzando altre tre / quattro realtà similari (Bridge, Burraco, giochi di ruolo … ) si ottiene una dimensione degli spazi da condividere intorno ai 50 metri quadrati, più lo spazio di base per il sostegno di mobili dedicati per non più di quaranta metri cubi, che darebbero luogo ad una occupazione al suolo di altri venti metri quadrati, con le forme più varie.

Per le attività di maggio respiro, si rientra nell’analisi di disponibilità di spazi per manifestazioni collettive, non necessariamente contestuali agli spazi di uso corrente.

Paolo D’Augusta – AD Scacchi Ruta

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